Hosting: Scegliere il provider

Nell’avviare un progetto web uno dei fattori fondamentali è la scelta del provider che ci fornisce l’hosting, ovvero il server su cui il sito risiederà. Una scelta sbagliata in questo senso può rendere inutile ogni sforzo fatto sull’aspetto grafico e dell’ottimizzazione. Ecco una guida completa con una semplice flow chart per non sbagliare.

Fattori chiave

Prima di scegliere è fondamentale porsi alcune domande e darsi una risposta in modo sincero. Per evitare di influenzare le tue scelte potresti rispondere subito alle domande che seguono, e poi vedere quale “peso” i vari fattori hanno sul tuo progetto.

  1. Complessità di gestione: “Quanto ne capisci” di siti web? Qual’è il grado di capacità di gestione degli strumenti web che tu (o il tuo tecnico) avete?
  2. Tecnologia: Con che tecnologia è (o sarà) costruito il tuo sito? PHP/Linux, ASP/ASPx Microsoft o altre architetture speciali?
  3. Flessibilità: Quanto è probabile che tu estenda il sito con altri strumenti (mailing list, forum, domini di terzo livello, app facebook)?
  4. Traffico: Quanti utenti (in migliaia al giorno) ti aspetti di avere nel prossimo anno?
  5. Spazio: Quanto spazio disco userà il sito e la posta elettronica?
  6. Prezzo: Quanto è importante il costo?

Se hai dato le risposte a queste domande annotale, più sotto fornirò uno schema semplicissimo per operare la scelta, in questo modo sarai certo che le indicazioni che riceverai saranno basate sulle tue reali necessità.

Intanto cerchiamo di capire che cosa possiamo aspettarci di trovare oggi sul mercato…

Tipi di Hosting

Per il momento è fondamentale capire le differenze che ci sono tra le varie opzioni. Se quello che leggi ti sembra esageratamente complesso puoi andare direttamente allo schema decisionale in fondo all’articolo.

1 – Hosting condiviso (shared hosting)

Questa opzione, che è forse la più conosciuta e usata, prevede che il tuo sito venga ospitato su una macchina che fondamentalmente ha un unico server web ben ottimizzato, e gestisce una quantità di siti (il tuo, e quello di tante altre persone). Tu hai la possibilità di caricare i file e eventuale database che compongono il tuo sito ed effettuare una serie di configurazioni che hanno effetto ovviamente solo sul tuo sito. Per quanto riguarda gli altri servizi (es. posta elettronica) anche essi vengono gestiti con modalità analoghe ovvero la tua posta elettronica viene inviata dallo stesso computer che invia la posta di altri centinaia (o migliaia) di siti.

Pro:

  • Costo: Il costo è contenuto (da 10 a 50 Euro per un singolo sito, o anche meno)
  • Semplicità di gestione: La gestione del server viene fatta dal provider (aggiornamenti, blocchi, ecc.). Questo è un gran vantaggio e significa per te risparmiare ore di lavoro. Inoltre, se un server si blocca, il fatto che gestisca un alto numero di siti rende molto probabile che qualcuno chiami e solleciti il ripristino.

Contro:

  • Configurabilità: Le opzioni di configurazione dei servizi sono limitate, ciò rende questa opzione poco adatta per siti costruiti con tecnologie “speciali”, tipo Java, .net o altre più o meno astruse.
  • Limitazioni: Può esistere un limite di spazio e di traffico. Anche dove tale limite non sia esplicito, per forza di cose il provider non lascerà che il tuo sito divori tutta la capacità di elaborazione del server, quindi questa opzione non è adatta per siti ad alto traffico.
  • Restrizioni: Ci possono essere delle restrizioni sui contenuti (mi riferisco ai siti per adulti)
  • Performance: Se non si sceglie con attenzione, le prestazioni possono essere non ottimali. In altre parole il sito potrebbe essere lento (se il provider per guadagnare di più “stipa” migliaia di siti sullo stesso server), oppure ancora le tue mail potrebbero non arrivare a destinazione (se dallo stesso server qualche utente che usa il tuo stesso server e che ha meno scrupoli spedisce tonnellate di spam).

Un consiglio d’oro per chi usa hosting condiviso: Considerate sempre il fattore di uptime (ovvero la percentuale di tempo che il sito è attivo) che vi viene garantito: se il vostro sito sta offline per più del 99.50% (pari a circa 2 ore al mese) siete a rischio. Se Google trova il vostro sito offline spesso tutti gli sforzi fatti per promuoverlo, ottimizzarlo, saranno stati vani. Servizi come www.pingdom.com sono gratuiti e ottimi per misurare e “sgamare” i provider che promettono e non mantengono, spesso è possibile fare queste misurazioni su un sito di un conoscente che sapete usa già il provider che vorreste usare.

 

 

2 – Server dedicato e virtuale (VPS)

Questa opzione si riferisce a un server tutto per te.

Il termine “virtuale” o VPS si riferisce al fatto che alcuni provider riescono, con tecnologie ormai consolidate, a creare in un server alcune “macchine virtuali” ovvero ambienti separati ognuno con un suo sistema operativo e un suo server web, in modo che il cliente (cioè tu) abbia l’impressione di avere un server tutto per sè, cosa che sotto un certo aspetto è effettivamente vera. Per esempio, se un provider installa in un server dieci macchine virtuali darà la possibilità a dieci clienti di utilizzare ognuno una macchina (virtuale!) tutta per sè: ognuna di queste macchine (virtuali) il cliente la vedrà funzionare a circa un decimo della velocità della macchina contenitrice.

Fondamentalmente non c’è molta differenza fra server dedicato e server virtuale, se non per il costo e la velocità. ecco perchè ne parliamo come se fosse una unica soluzione. Si può dire anche che tra una buona macchina virtuale e un server dedicato di vecchia generazione ci sia poca o nessuna differenza.

Pro:

  • Configurabilità: Si ha una macchina tutta per sè dunque è possibile configurare i vari servizi come si vuole. Ciò rende questa soluzione ideale per progetti che usano tecnologie particolari e con requisiti non standard.
  • Limitazioni: I limiti su spazio e traffico sono più facili da superare nel caso ce ne fosse bisogno (scalabilità). Attenzione, questo ha sempre un costo in denaro che spesso non è indifferente.
  • Restrizioni: In generale si hanno meno restrizioni sui contenuti (è bene sempre verificare chiedendo)
  • Benefici da IP unico: Pare che Google assegni credibilità maggiore ai siti che hanno un numero IP unico (in pratica, il fatto che esista una corrispondenza un server=un sito è, per Google, indice di qualità)
  • Prestazioni: In generale (attenzione, per hosting VPS può non essere sempre vero) le prestazioni sono migliori rispetto all’hosting condiviso

Contro:

  • Costo: Il costo di questa soluzione è alto: solitamente da 5 a 10 volte quello di un hosting condiviso. Anche i potenziamenti sono costosi.
  • Costi di gestione: Hai un server tutto per te: ciò significa anche che da quel momentote lo devi gestire tu. Caricare gli aggiornamenti, risolvere le magagne, monitorare gli accessi, verificare quando il sito si blocca e riavviare: questo è un costo che va messo in preventivo.
  • Prestazioni (VPS): Le prestazioni possono non essere brillanti nei server virtuali: dal momento che anche lo spazio disco è virtuale, aumentare tale spazio ha un costo che è relativamente elevato.

Un cliente che aveva acquistato un hosting virtuale con disco da 10 GB si era reso conto poi che, mentre il sito occupava poco spazio, le proprie caselle di posta usate in modo IMAP (quindi, tutta sul server) e che contenevano tutta la corrispondenza di lavoro di vent’anni, occupavano da sole più di 25 GB. Un hosting condiviso sarebbe costato un decimo e non avrebbe avuto limitazioni di spazio.

3 – Sito pronto chiavi in mano (fully managed)

Se ci capite poco o nulla, questa è l’opzione per voi.

Questa opzione prevede che le possibilità di intervento sul server siano veramente minime (se non nulle) e si interviene direttamente sui contenuti del sito, la cui infrastruttura è già messa a disposizione dal provider.

Questa soluzione è tipica di pacchetti come Google Sites o Blogger.

Pro:

  • Costo: Spesso sono gratuiti
  • Semplicità di gestione / performance: Zero fatica di gestione, solitamente le performance sono ottime

Contro:

  • Poca flessibilità: Non avete possiblità di configurare granché, soprattutto la tecnologia di base è già stata scelta quindi non la potete cambiare. Anche il layout si può personalizzare ma entro certi limiti.

Ritengo questa opzione veramente ottima per chi si avvicina al mondo del web e vuole apprendere e capire, prima di investire denaro in un progetto web di una certa complessità.

 

Prendere la decisione

Ora potete scoprire qual’è la soluzione migliore per voi consultando questo diagramma (fare clic per ingrandirlo), basta seguire le frecce corrispondenti alle risposte che avete dato alle varie domande. Troverai anche una indicazione approssimativa di spesa annua.

Per finire, alcune precisazioni importanti. Ogni opzione (hosting condiviso, dedicato, sito pronto chiavi in mano) ha in realtà due varianti.

  • La opzione 3 – sito già pronto – può essere in due varianti: gratuita (già citati Google Sites, Blogger, ma ce ne sono altri) o a pagamento (molte sono le offerte sul mercato, tra cui una pubblicizzata spesso in TV)
  • La opzione 1 – hosting condiviso – si distingue a seconda che ammetta o no siti multipli. Personalmente consiglio ai clienti un hosting provider americano, HostGator, che a prezzi di poco superiori ai piani hosting condivisi “nostrani”, offre supporto a siti/domini illimitati per un singolo account di tipo “baby” (costo: circa 80 euro annui) e il livello di servizio è eccellente. Se volete approfittare di un codice di sconto del 25% senza scadenza usate questo link cliccate View Web Hosting Plans e poi optate per Baby plan. Infine in fondo alla schermata in cui vi viene chiesto il nome dominio desiderato, nel campo coupon code scrivete: SITIWEBSCONTO25. Per gli hosting mono-sito posso consigliare Hosting Easy Linux di Aruba, ma lo ritengo una seconda scelta rispetto a HostGator.
  • La opzione 2 – server dedicato – come visto sopra prevede sia server dedicato “vero” sia “virtuale”. Dalla flow-chart decisionale sembrerebbe che questa sia la soluzione finale che risolve tutti i problemi, ma non è così. Consiglio di pensare bene alla questione spazio disco e al fatto che, dopo avervi dato il server dedicato, sarete soli a gestirlo. Se vedeste la faccia di chi scopre una intrusione di hacker nel proprio server dedicato (e soprattutto le risposte fornite dall’assistenza) capireste cosa voglio dire. Il mio consiglio è, insomma, di utilizzare questa soluzione solo quando veramente non ne potete fare a meno. Se potete ridurre i vostri requisiti, e soprattutto scegliere di utilizzare tecnologie semplici, è sempre la cosa migliore da fare.

Per aggiungere concretezza all’argomento, vi consiglio di leggere gli articoli sempre su questo sito:

  • Offerte Hosting – trucchi e consigli – Vi spiega come valutare la bontà di un hosting ed evitare di scoprire quando ormai è troppo tardi che si è puntato, per così dire, sul cavallo sbagliato.
  • Hosting – Quali sono i migliori – Se volete andare dritti alla soluzione e evitare di perdere tempo, i migliori testati personalmente e recensiti, diciamo pane al pane e vino al vino

 

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Su Cristiano Leoni
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